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XXXIV ESTATE INTERNAZIONALE DEL FOLKLORE E DEL PARCO DEL POLLINO
IL VILLAGGIO SCOLASTICO DIVENTA IL VILLAGGIO DEL FESTIVAL
Il Villaggio Scolastico di Castrovillari pronto ad ospitare la 34 ESTATE INTERNAZIONALE DEL FOLKLORE E DEL PARCO DEL POLLINO in programma dal 16 al 23 agosto.
Cultura popolare, storia e arte insieme cristallizzate in forme e costumi popolari trasformeranno la location nel “Villaggio del Festival”.
Le attese sono altissime e per questo la macchina organizzativa “EIF”, con il suo direttore artistico, Antonio Notaro, si è mossa al massimo della sua capacità in termini di allestimenti e strutture con uno staff impegnato quotidianamente nei giorni di festival. Un palco, largo 18 metri con torri alte 7 metri e mezzo, affascinerà e rapirà sia gli spettatori, che potranno godere dello spettacolo comodamente seduti, che gli artisti che lo calcheranno provenienti dal Argentina – Bolivia – Botswana – Brasile Cecenia – Cina - Perù- Sud Africa e Italia. E poi gli stand espositivi, di artigianato enogastronomia e prodotti tipici, saranno a disposizione di chiunque ne faccia richiesta all’organizzazione, coloreranno il ricordo di fine anni 80 quando il festival si faceva in questa location. Un percorso lungo 34 anni. Un percorso colmo di eventi e mutamenti e in cui la musica, le danze e le tradizioni di tutto il mondo renderanno più bello ed affascinante il Villaggio Scolastico. E se il “fil rouge” col passato è rappresentato proprio da quelle melodie e danze sospinte per un arcano mistero fino ai giorni nostri, l’elemento di discontinuità è invece nella location che ospiterà l’evento che diventerà un vero e proprio “Villaggio Globale” dove, le varie culture si confronteranno e si incontreranno con chi, dalla mattina alla sera, vorrà intrattenersi con i gruppi partecipanti alla kermesse, per conoscere usi e costumi della loro terrà . Quanti mutamenti, quante suggestioni, in 34 anni di storia! Storia, cultura, musica, danza e tradizioni, incanteranno ancora una volta, il popolo del festival mondiale del folklore.
Castrovillari 26 luglio 2019
Ufficio Stampa
Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION
Info 347-8284753- 377-1354903
e-mail arcacommunication@libero.it
arcacommunicationnews@gmail.com



43° IS PARIGLIAS ETHNODANZA IN TOUR


CONSEGNATO IL RICONOSCIMENTO V.I.C.T. IOV ITALIA 2019
Nella bella e magica cornice della Rassegna Nazionale, organizzata dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari, dedicata al Folklore del Futuro “IL FANCIULLO E IL FOLKLORE” svoltasi nella cittadina di Carovigno (Brindisi), cittadina del Salento settentrionale centro di produzione di olio di oliva di alta qualità, è stato consegnato il riconoscimento V.I.C.T., Valore Identificato Culturale Tradizionale, della Organizzazione Internazionale di Arte e Cultura, I.O.V. Sezione Italia, al gruppo con abiti e ornamenti fedelmente riprodotti al Gruppo Folklorico dei piccolini della Proloco del Pollino (Castrovillari Cosenza)
 
Il riconoscimento è stato consegnato dai dirigenti IOV Italia presenti alla manifestazione, il Presidente Onorario Luigi Scalas, il Segretario Generale Fabrizio Nicola, il Vice Presidente Giancarlo Castagna , i Consiglieri Nazionali  Marcello Perrone e Andrea Addolorato.
 
La PACCHIANA di Castrovillari
 
Abito indossato in feste e cerimonie. Il termine “pacchiana” deriva da una manifesta voglia di divertimento e di allegria, di canti e tarantelle che facevano pensare alla cosiddetta “pacchia”.
 
Il costume tradizionale femminile della città di Castrovillari viene menzionato già in antichi contratti di matrimonio, risalenti al 1300, quale abito indossato nel giorno del matrimonio dalle giovani contadine e dunque inserito nel corredo matrimoniale.
 
Interamente lavorato a mano richiedeva anni ed anni di paziente ricamo, per il fatidico “sì” dopodiché veniva usato soltanto in occasione delle grandi cerimonie e tramandato gelosamente di generazione in generazione
 
L’abito di gala si compone dei seguenti pezzi:
 
- “ ‘a cammisa”, camicia di tela bianca o di lino, con maniche ampie e rigonfie lunga al di sotto delle ginocchia, ornata di ricami sulle spalle e riccamente merlata al collo;
 
- “ ‘a cammisotta”, gonna di panno rosso orlata, all’estremo lembo, da una larga fascia di velluto verde, sovrastata da un bustino tessuto in oro e sulla quale portava un grembiule di tela celeste;
 
- “ ‘ a gunnedda”, gonna di seta celeste, interamente plissettata con il ferro da stiro riscaldato a carbone per realizzare delle pieghe sulla stoffa, poi cucite nella parte superiore per renderle più rigide, ricamata in oro zecchino e,bordata da una fascia di seta rossa alternata a un largo gallone d’oro. Accanto ai ricami in oro venivano impiegate delle trine preziose in vario colore;
 
-  “’i manichi” una sorta di coprimaniche, sempre in seta, che venivano assicurate al resto dell’abito da nastri di seta rossi;
 
-  “ ‘u vandisinu”, il grembiule di raso scarlatto, impreziosito da disegni e soggetti, rappresentanti scene d’amore, colombi, pavoni, carri con sposi, trionfi di frutta trionfi di fiori e stelle, ricamati in oro e dalla cui quantità si potevano evincere  le condizioni economiche della famiglia d’origine.;
 
-  “ ‘a  tuvagghiedda”, un copricapo di tulle bianco e di forma rettangolare, lungo fino a coprire le spalle e completamente ricamato colore su colore.
 
'U CUZZU - Costume tradizionale popolare maschile, sobrio, economico ed elegante nelle rifiniture confezionato con stoffe di fustagno o velluto di colore nero. Era indossato dal contadino castrovillarese chiamato 'u cafúnu. L'abito era formato da:
 
- 'u cuzzu - tipico cappello a cono ad cui prende il nome il costume. Lo stesso era arricchito da zagarédde nastrini di seta che denotavano, a seconda della quantità, il benessere economico della famiglia a cui si apparteneva.
 
- 'A cammísa - camicia di tela bianca senza colletto, ma con un semplice risvolto chiamato 'U rivíttu, che aveva un ricamo essenziale .
 
- 'U cavúzu cullu funníddu - Pantalone con il fondello.
 
- 'A Sciarpa - Fascia di lana di colore diverso per cintura dei pantaloni.
 
- 'I vos' - Ghette abbottonate al lato esterno che coprivano anche le scarpe.
 
- 'U giléccu - gilet di stoffa di vario colore.
 
- 'U maccatúru - fazzoletto avvolto intorno al collo.
 
- 'A giacchétta culla ggióbba - giacca corta con una sacca posteriore che riempita assumeva la forma di una gobba.
 
- 'A cappa - mantello di panno di lana nero con il collo di pelliccia.
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